Delegato Sindacale

Il Blog della Filcams-CGIL di Milano

L’Italia in crisi cerca il sindacato

Scritto da: Nicola Cappelletti il 26 Gennaio 2012

L’indagine Ipsos presentata alla manifestazione “Non pieghiamo i diritti”. In tempi di crisi, gli italiani si rivolgono alle organizzazioni dei lavoratori.

Qui l’articolo di Rassegna.IT

Qui le conclusioni di Susanna Camusso

 

Qui i podcast dei lavori di oggi

 

 

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Mancano Pochi Giorni!

Scritto da: Nicola Cappelletti il 25 Gennaio 2012

Il nuovo sito della Filcams-CGIL di Milano fra poco online:

Clicca QUI! 

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26 Gennaio ad Assago(Milano)

Scritto da: Nicola Cappelletti il 18 Gennaio 2012

Attivo dei delegati CGIL.

Conclusioni di Susanna Camusso

 

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Tech Data Italia:dichiarati 30 esuberi

Scritto da: Nicola Cappelletti il 16 Gennaio 2012

L’azienda Tech Data Italia Srl, filiale italiana del gruppo Tech Data Corporation (NASDAQ GS: TECD), leader mondiale nella distribuzione di prodotti, soluzioni e servizi informatici,ha notificato alle RSU la procedura di licenziamento collettivo.

Oggi pomeriggio assemblea generale straordinaria dei lavoratori con la Filcams-CGIL,presso la sede di San Giuliano Milanese.

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Liberalizzazioni nel commercio:intervista a Graziella Carneri segretario generale Filcams-CGIL Milano

Scritto da: Nicola Cappelletti il 13 Gennaio 2012

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Convocazione Attivi dei Delegati Filcams-CGIL Milano

Scritto da: Nicola Cappelletti il 10 Gennaio 2012

Gli attivi di zona della Filcams si terranno
nei giorni 17,18 e 19 gennaio.

————————————————–

L’attivo Giambellino/Romana sarà il 18 presso la sede di Rogoredo

Per le altre zone verificate coi funzionari sindacali di riferimento.

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Ore 17,15 arriva la lettera di licenziamento:”domani non si presenti al lavoro,lei è licenziato”.

Scritto da: Nicola Cappelletti il 30 Dicembre 2011

Accade anche questo in Italia,in un azienda del commercio di medie dimensioni,fra Natale e Capodanno.

4 licenziamenti individuali,notificati in “tempo reale”, alla Lectra Italia.

Immediata reazione della Filcams-CGIL che,nell’incontro con carattere d’urgenza chiesto presso la sede principale di Milano,chiede la revoca dei licenziamenti e l’avvio di un negoziato sindacale.

Nelle immagini il comunicato sindacale della RSA ed uno stralcio delle lettere di licenziamento.

 

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Articolo 18, dietrofront del governo

Scritto da: Nicola Cappelletti il 22 Dicembre 2011

Sull’articolo 18 il mistero è risolto. Il governo “non ha in mente nulla”.

Lo ha spiegato il ministro del lavoro Elsa Fornero…

Qui l’articolo completo.

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L’articolo 18 è una norma di civiltà

Scritto da: Nicola Cappelletti il 20 Dicembre 2011

Scoppia la polemica sull’articolo 18

Camusso: è una norma di civiltà. Bonanni: il governo aizza la protesta. Per Confindustria e Terzo Polo la riforma va fatta senza tabù.

Qui l’articolo di Rassegna.

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Razzismo:Presidio oggi a Milano(14 Dicembre)

Scritto da: Nicola Cappelletti il 14 Dicembre 2011

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il giorno dopo la follia razzista che ha generato il panico tra le bancarelle di Firenze, con due morti e tre feriti gravi,questa sera davanti alla Prefettura di Milano(C.so Monforte) si terrà un presidio di protesta alle ore 18.

 

CGIL Milano

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FIRMATO ACCORDO QUADRO AMMORTIZZATORI SOCIALI IN DEROGA 2012

Scritto da: Nicola Cappelletti il 13 Dicembre 2011

Raggiunto l’Accordo Ammortizzatori Sociali in deroga 2012 che e’ stato

firmato da tutte le parti sociali sindacali e imprenditoriali ad eccezione della Confcommercio che si  e’

riservata la firma dopo ulteriori valutazioni.

Si tratta di un accordo positivo perché estende anche per il 2012 la copertura degli ammortizzatori sociali a

tutti i tipi di imprese, sia a quelle che non godono degli ammortizzatori ordinari: cassa ordinaria e  cassa

straordinaria, sia a quelle che pur avendone diritto li abbiano terminati oppure non vi possano più’ accedere.

La Cgil ha molto insistito sull’estensione della copertura per tutti anche al prossimo anno in considerazione

della congiuntura economica, finanziaria produttiva e occupazionale che si presenta molto negativa per il

nostro paese e per tutta l’area dell’euro.

E’ significativo in particolare aver concordato che gli ammortizzatori in deroga potranno essere richiesti

anche da quelle imprese che si trovano nella condizione di cessazione totale di attività per cui i lavoratori,

attraverso specifici accordi sindacali semestrali  potranno continuare il percorso in cassa ancora per un anno,

anziché entrare nelle liste di mobilità.

Nell’accordo sono previsti due tipi di percorsi di cassa in deroga

- Tipo A: riservato alle tipologie d’impresa che non hanno diritto agli ammortizzatori ordinari,  attraverso la

richiesta di sospensioni dal lavoro di 500 ore per ogni lavoratore, rinnovabili nel corso del 2012 da utilizzare

in modo flessibile da parte dell’impresa, ma senza nessuna sospensione a zero ore. Per le imprese che nel

corso del 2011 abbiano già utilizzato questo monte ore e’ prevista la possibilità di un nuovo utilizzo nel corso

del 2012 di ulteriori 500 ore nel caso di una sola richiesta nell’anno precedente oppure  di ulteriori 200 per

chi avesse già esaurito le due richieste ma la seconda sia stata effettuata in data non anteriore al 1 ottobre

2011. Tutte le aziende che finiscono i quantitativi sopra indicati potranno proseguire la cassa con nuovi

accordi passando al Tipo B

-  Tipo B: utilizzabile da tutte le tipologie di impresa: sia con diritto agli ammortizzatori ordinari, sia per

quelle che non ne hanno diritto, dopo aver esaurito il Tipo A sopradescritto. Gli accordi saranno di durata

semestrale rinnovabili per altri sei mesi, si possono prevedere le sospensioni dal lavoro a O ore perché questi

sono i casi di crisi più’ grave dove, quasi sempre,  vi e’ dichiarazione di esuberi.  Nel caso delle aziende più’

grandi che sono in cessazione totale di attività e che non hanno più’ diritto agli ammortizzatori ordinari o che

non hanno più’ le condizioni per essere ammessi alla cassa straordinaria, il sindacato potrà chiedere la cassa

in deroga per sei mesi e ottenere alla scadenza un altro rinnovo se nel frattempo gli esuberi saranno stati

ridotti del 15 per cento, oppure se e’ in corso un percorso di politiche attive volte alla ricollocazione che deve

essere completato.

-  Accordi di solidarietà: questo tipo di accordo che prevede la rotazione tra tutti i lavoratori e non

ammette le sospensioni a zero ore viene incentivato con una unica autorizzazione per 12 mesi fino al 31

dicembre 2012.

- Mobilità in deroga: si conferma l’estensione delle coperture dell’assegno di disoccupazione  a 12 mesi,

per tutti coloro che, provenendo da aziende che hanno attivato casse in deroga, hanno diritto a soli 8 mesi di

disoccupazione. A tutti questi lavoratori e lavoratrici saranno garantiti ulteriori quattro mesi di copertura con

l’ indennità’ di mobilità in deroga

Per le politiche attive, al momento si conferma che saranno obbligatorie per gli accordi di Tipo B e per gli

Accordi di solidarietà attraverso le Doti Riqualificazione e Ricollocazione. Le Parti Sociali e la Regione hanno

preso l’impegno di raggiungere un nuovo accordo “Patto Politiche attive del lavoro 2012″ prima di Natale.  La

Cgil insieme a Cisl e Uil ha chiesto alla Regione di estendere e finanziare le politiche attive volte  alla

ricollocazione per tutte le persone iscritte alle liste di mobilità della Legge 223 e della Legge 236  e in

disoccupazione.

La Cgil Lombardia esprime soddisfazione per i contenuti dell’Accordo sottoscritto nella serata di ieri che, nella

drammatica situazione attuale, potrà rappresentare un’ aiuto per le lavoratrici e i lavoratori in crisi e assicura

che metterà altrettanto impegno e convinzione per raggiungere nelle prossime settimane un positivo accordo

anche sui percorsi di riqualificazione e ricollocazione, puntando soprattutto alla loro estensione verso chi e’

già senza lavoro


							

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Fortissime adesioni allo sciopero unitario di CGIL-CISL-UIL

Scritto da: Nicola Cappelletti il 12 Dicembre 2011

Il presidio di questa mattina in Piazza Scala a Milano.
Qui le iniziative nel resto d’Italia.

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Sciopero confermato

Scritto da: Nicola Cappelletti il 12 Dicembre 2011

”Lo sciopero è confermato”. Lo ha detto il Segretario Generale della CGIL, Susanna Camusso, a conclusione dell’incontro con il presidente del Consiglio Mario Monti a Palazzo Chigi, incontro durato circa due ore e che ha visto la partecipazione dei Segretari di CGIL, CISL, UIL e UGL e di alcuni ministri del governo Monti (presente anche il ministro del Welfare, Elsa Fornero). Il Segretario della CGIL conferma anche lo sciopero del pubblico impiego programmato per lunedì 19 dicembre. “Il Governo – ha spiegato Susanna Camusso durante una conferenza stampa a Palazzo Chigi – non ha dato una risposta “nel merito” alle istanze dei sindacati, ma ha fornito solo un generico impegno”.
Il Segretario Generale della CGIL e gli altri Segretari Confederali hanno riferito la dichiarazione del presidente Monti che ha promesso di tenere conto delle osservazioni presentate questa sera dai sindacati. Ma la sua dichiarazione – a detta di tutti – sembra essere più una dichiarazione di cortesia, piuttosto che un vero e proprio impegno politico. Anche gli altri ministri, durante l’incontro di questa sera, hanno ribadito lo schema usato in questi giorni: la situazione è molto grave e non ci sono alternative alle politiche di sacrifici messe in campo. La CGIL ha ribadito invece che le alternative, se ci fosse stata la volontà di cercarle, ci sarebbero state. Non a caso i sindacati confederali, che domani sciopereranno insieme dopo sei anni di divisioni continue e di accordi separati, hanno presentato un documento unitario in Parlamento con le controproposte alla manovra.
Per quanto riguarda ancora l’incontro, Susanna Camusso ha spiegato ai giornalisti che in particolare sul problema del blocco dell’indicizzazione delle pensioni e sull’Imu non sono state date le risposte giuste alle richieste presentate dal sindacato”. Per il Segretario Generale della CGIL, il governo “ha difeso la sua impostazione” sulla manovra e ha “cercato di argomentare, senza convincerci, che sarebbe stata una manovra equilibrata”. “Per questo abbiamo confermato lo sciopero”.

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Comunicato unitario Filcams-Fisascat-Uiltucs MILANO

Scritto da: Nicola Cappelletti il 9 Dicembre 2011

Filcams-Fisascat-Uiltucs di Milano giudicano negativa e senza equità la manovra economica che il Governo Monti ha presentato al Parlamento, perché pesa ancora quasi esclusivamente su lavoro dipendente e pensioni.

 

Questa manovra va cambiata in Parlamento e confrontandosi con le parti sociali .A questo scopo, Cgil-Cisl-Uil hanno avanzato ed avanzeranno specifiche proposte per renderla equa e per garantire nel contempo uguale efficacia economica.

A sostegno di queste rivendicazioni e di questo percorso,

CGIL, CISL e UIL hanno proclamato,

per la giornata di lunedi 12 dicembre, 3 ore di sciopero,

affidandone la gestione ai territori.

 

A Milano si svolgeranno le seguenti iniziative:

ore 9.00 – presidio in Piazza della Scala

   ore 14.00 -  presidio davanti alla Prefettura

Filcams-Fisascat-Uiltucs invitano le R.S.U e le R.S.A dei nostri settori ad organizzare gli scioperi con modalità che favoriscano la partecipazione delle lavoratrici e dei lavoratori e la piena riuscita delle iniziative previste nella giornata.

 

 

 

 

Filcams-Fisascat-Uiltucs

Milano,9 dicembre 2011

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Le ragioni dello Sciopero Unitario di Lunedì 12 Dicembre 2011

Scritto da: Nicola Cappelletti il 9 Dicembre 2011

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Manovra economica:Sciopero Nazionale CGIL-CISL-UIL 3 ORE Lunedì 12 DICEMBRE

Scritto da: Nicola Cappelletti il 9 Dicembre 2011


Scarica e stampa il volantino:clicca QUI

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12 dicembre sciopero unitario di 3 ore, oggi presidi in tutta Italia

Scritto da: Nicola Cappelletti il 5 Dicembre 2011

La manovra proposta dal Governo contiene poche novità positive (sulla crescita e sulle infrastrutture) e molte parti gravi che non la configurano come una manovra equa, ma che grava su lavoratori e pensionati, già colpiti dalle precedenti manovre.

La non indicizzazione per le pensioni basse è una tassa sulla povertà, l’anzianità a 40 anni diventa impraticabile e provoca gli effetti di sottrazione di un diritto e di destabilizzazione del mercato del lavoro e per restare ai temi centrali la somma di IMU, IVA e addizionali IRPEF Regioni e Comuni più accise spostano sui soliti noti gran parte delle entrate per tassazione.

Il Governo non ha voluto un confronto con le parti sociali, in particolare sulla previdenza, chiediamo quindi al Parlamento, al quale presenteremo precise proposte di correggere la manovra sui temi indicati, proponendo anche come reperire le risorse.

 

La CGIL promuove da domani presidi davanti alle Prefetture, con il coinvolgimento dei Comuni, delle Province e Regioni su questo tema, pronta a favorire iniziative unitarie dove si determineranno le condizioni.


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Manovra Economica:presidio di protesta

Scritto da: Nicola Cappelletti il 5 Dicembre 2011

Martedì 6 Dicembre 2011,

dalle ore 16.00 alle ore 18.00,

in Piazza San Babila

 

si terrà un presidio

 

contro la manovra economica del governo

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Manovra:Arriva la tassa sul lusso: auto, barche, aerei

Scritto da: Nicola Cappelletti il 5 Dicembre 2011

Tra i provvedimenti nella manovra “salva Italia” varata dal Governo Monti c’è anche la tassazione di alcuni beni da “paperoni”: veicoli di potenza superiore a 170 chilowatt, yacht, elicotteri e veivoli privati. Per una Ferrari fino a 6000 euro in più

Arriva la tassa sul lusso: auto, barche, aerei (immagini di Fabrizio Ricci)
E’ in arrivo un super-prelievo su auto di lusso, aerei, elicotteri e imbarcazioni. La “manovra salva Italia” varata dal Governo Monti non prevede una partimoniale, pur chiesta a gran voce da più parti, ma introduce un superbollo per le auto di potenza superiore ai 170 chilowatt, una tassa di stazionamento giornaliera per le barche sopra i 10 metri e una tassa sugli aerei privati in base al peso.

“Per le autovetture – si legge nel testo – è dovuta un’addizionale erariale della tassa automobilistica, pari ad euro 20 per ogni chilowatt di potenza del veicolo superiore a 170 chilowatt, da versare alle entrate del bilancio dello Stato”. Il provvedimento, come già quello dello scorso giugno, dovrebbe colpire modelli considerati di lusso, con una mano particolarmente leggera per il Gruppo Fiat, che vede nel lunghissimo elenco delle auto a cui applicare la nuova tassa (oltre alle Ferrari e alle Maserati) soltanto la nuova Lancia Thema nella versione a gasolio con il Multijet 3.0 V6 che, erogando 176 kW, pagherà 120 euro di tassa. Anche tre modelli della gamma Jeep rientrano nell’elenco, con la massima tassazione per la Jeep Grand Cherokee che dovrà pagare 1.780 euro in più. Per le Ferrari il “balzello” oscillerà tra 3.360 e 6.300 euro ma il record della sovrattassa spetta alla Lamborghini Aventador, che con i suoi 515 kW di potenza pagherà 6.900 euro.


Per la imbarcazioni invece la tassazione è sullo stazionamento nei porti porti marittimi nazionali, ma anche sulla navigazione in acque pubbliche anche se in concessione a privati e l’importo va dai 7 euro giornalieri per le imbarcazioni da diporto di lunghezza da 10,01 metri a 12 metri, fino ai 150 euro giornalieri per le navi da diporto di lunghezza da 24,01 metri. “Le violazioni – si legge nel testo – saranno punite con una sanzione amministrativa dal 200 al 300% dell’importo non versato, oltre all’importo della tassa dovuta”.

Con toni durissimi contro il provvedimento si è subito espressa Assonat, Associazione nazionale approdi e porti turistici. “Se non sarà modificato presto – sostiene l’associazione - assisteremo a migliaia di licenziamenti e al blocco del turismo nautico”. Serra conclude invitando a una “battaglia della sopravvivenza della portualità turistica italiana”, per contrastare provvedimenti che definisce dettati “dall’ignoranza e dalla demagogia”.

Per quanto riguarda gli aerei privati, infine, il meccanismo di tassazione prevede 1,5 euro al kg per i velivoli con peso massimo al decollo fino a una tonnellata per arrivare ai 7,55 euro al kg per i jet che superino le 10 tonnellate. Stessa tassazione anche per chi possiede elicotteri, alianti e aerostati. Paga chi “risulta dai pubblici registri essere proprietario, usufruttuario, acquirente con patto di riservato dominio, ovvero utilizzatore a titolo di locazione finanziaria dell’aeromobile”.

rassegna.it

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Manovra Pensioni, ecco la stangata

Scritto da: Nicola Cappelletti il 5 Dicembre 2011

Addio ai trattamenti di anzianità, contributivo per tutti. Uscita anticipata con almeno 42 anni di versamenti. Età minima: 66 anni per gli uomini, 62 per le donne con aumento graduale entro il 2018. Penalizzazioni per chi si ritirerà prima dal lavoro.

Contributivo per tutti, aumento dell’età di vecchiaia per le donne del settore privato, abolizione delle finestre mobili, aliquote più alte per autonomi. Ma, soprattutto, una vera e propria stangata sulle pensioni di anzianità. Ecco le principali misure sulla previdenza contenute nella manovra del governo Monti. Pesa (le lacrime del ministro Elsa Fornero la dicono lunga) il blocco della rivalutazione delle pensioni rispetto all’inflazione per i prossimi due anni, con la sola esclusione dei trattamenti minimi.

STANGATA SULL’ANZIANITA’. Abolite le quote (età più contributi) e per i dipendenti dal 2012 sarà possibile uscire dal lavoro in anticipo rispetto all’età di vecchiaia solo con almeno 41 anni di contributi per le donne e 42 per gli uomini. Al momento gli anni di lavoro necessari per andare in pensione indipendentemente dall’età anagrafica erano 41 per uomini e donne (40 più la finestra mobile). Per gli autonomi si andrà in pensione prima dell’età di vecchiaia con 41 anni e mezzo di contributi per le donne e 42 e mezzo per gli uomini. Sparisce il termine anzianità, si chiamerà pensione anticipata.

CONTRIBUTIVO PER TUTTI. Esteso a tutti il metodo contributivo pro rata, anche quindi a coloro che avendo cominciato a versare contributi prima del 1978 avevano mantenuto il più generoso metodo retributivo. Per questi lavoratori il nuovo meccanismo varrà dal 2012 quindi gli anni di lavoro fino al 2011 saranno calcolati con il retributivo.

BLOCCO DELLA RIVALUTAZIONE. L’indicizzazione delle pensioni sarà congelata per il 2012 e il 2013 rispetto all’inflazione. Saranno salve solo quelle fino a 935 euro al mese, cioè fino al doppio del trattamento minimo.

ADDIO ALLA FINESTRA MOBILE. Scompare lo slittamento di 12 mesi per i dipendenti e 18 per gli autonomi previsto dalla manovra 2010 che, a partire dal 2011, allungava di fatto i tempi per l’accesso al pensionamento. Il periodo sarà assorbito nei requisiti che per la vecchiaia degli uomini dipendenti saranno dall’anno prossimo quindi pari a 66 anni (65 anni attuali più 12 mesi di finestra). Gli autonomi andranno in pensione a 66 anni e mezzo (andavano a 65 ma a questi si aggiungevano 18mesi di attesa di finestra mobile).

AUMENTO ETA’ DONNE. Si accelera sull’aumento dell’età di vecchiaia delle donne dipendenti del settore privato. Dal 2012 andranno in pensione a 62 anni mentre entro il 2018 saranno a quota 66 come gli uomini e le donne del settore pubblico (a 66 anni dal 2012). Lo scalino tra 2011 e 2012 sarà quindi di due anni dato che quest’anno le donne dipendenti del settore privato uscivano a 60 anni più 12 mesi di finestra mobile (quindi a 61).

FASCIA FLESSIBILE PER PENSIONAMENTO. Per le donne sarà prevista una fascia flessibile per il pensionamento tra i 63 e i 70 anni mentre per gli uomini sarà tra i 66 e i 70. Ci saranno vantaggi per chi esce più tardi e penalizzazioni per chi esce dal lavoro prima.

AUMENTO ALIQUOTE AUTONOMI. Previsto un aumento delle aliquote contributive degli autonomi di 0,3 punti ogni anno per arrivare a due punti in più nel 2018 (adesso sono al 20–21 per cento per i commercianti e gli artigiani a fronte del 33 per cento dei dipendenti).

 

Rassegna.it

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Fuori dalla crisi con l’equità e il lavoro

Scritto da: Nicola Cappelletti il 3 Dicembre 2011

Roma:Assemblea Nazionale CGIL di oggi,3 Dicembre 2011.

Il sindacato presenta le sue proposte.

Una bussola per tenere in rotta l’Italia.

Temi chiave: cura del lavoro e diritto alla pensione. Camusso: “Il governo non ci rovini la festa. Contrasteremo scelte sbagliate”

 

La strada per uscire dalla crisi passa per l’equità e la difesa del lavoro. È questo il messaggio che la Cgil manda al nuovo governo e all’Italia in occasione della sua assemblea dei delegati, che ha riunito circa 15mila persone nel Palalottomatica di Roma. La confederazione mette sul tavolo 9 proposte per rilanciare il paese. E Susanna Camusso costruisce, nel suo intervento conclusivo, la bussola per orientarsi nella tempesta che aggredisce l’Italia. Una mappa di navigazione, di confronto, ma anche di lotta. Cucita attorno ad alcuni punti fermi come la “cura del lavoro”, l’articolo 18 (“numero magico”), il diritto ad andare in pensione dopo aver lavorato 40 anni, l’obbligo etico prima ancora che economico di praticare l’equità nell’ennesima manovra che sta per essere varata: tassando i patrimoni e colpendo l’evasione fiscale.

Susanna Camusso chiede esplicitamente al nuovo governo guidato da Mario Monti: “Non ci rovini la festa”. Ma sull’incontro per l’illustrazione delle misure anticrisi i toni usati dal segretario generale della Cgil sono di preoccupazione, assai più che di fiducia. “La convocazione delle parti sociali – dice Camusso – è un segno positivo, anche se la convocazione è ampia e il tempo è molto poco. C’è il rischio che si tratti solo di un informazione e non vorremmo che l’urgenza prevalesse sulla qualità delle scelte”. “Noi – ha continuato – abbiamo già detto quali sono le scelte che consideriamo eque, scelte che si devono fare perché la discontinuità rispetto alle politiche del governo precedente diventi evidente, scelte che diano prospettive ai redditi da lavoro e da pensione. Noi consideriamo equo guardare ora a chi non ha ancora dato”.

“In Italia c’è una straordinaria attesa dopo la caduta del governo precedente, già la civiltà dei comportamenti è un bel passo avanti in questo paese, e noi vogliamo cogliere questo spirito positivo. Per questo abbiamo deciso di non correre dietro alle notizie che sono uscite nelle ultime ore e aspettare dall’incontro di domani una serie di risposte che diano il segno del cambiamento. Al governo diciamo che la Cgil non si è rassegnata per tre anni, e non si rassegna neanche oggi. Le nostre proposte sono evidenti e restano le nostre bandiere. Nell’incontro di domani valuteremo cosa il governo ha da dirci. Le scelte giuste le accoglieremo, ma si sappia che siamo determinati a contrastare quelle che riterremo sbagliate“.

Curare il lavoro
“Abbiamo voluto riportare al centro il lavoro”, ricorda Camusso, “perché curare il lavoro vuol dire curare l’Italia e, in questi tempi un po’ strani, anche l’Europa”. “Curare – afferma la Camusso – è una parola che si usa per le persone, e allora curare il lavoro vuol dire avere cura delle persone, saper pensare che così si crea ricchezza. Perché il liberismo di questi anni ha voluto le persone diseguali e sole, ed è da lì che bisogna ripartire, dal lavoro. Anche per questo il governo precedente ci ha sprofondato nella crisi, perché non ha difeso il lavoro”.

Sulle pensioni non si fa cassa

“Come si fa a dare ai giovani una prospettiva pensionistica? – si è chiesta il segretario -. E’ la questione su cui siamo pronti a discutere, ma ci devono essere dei simboli riconoscibili. Quello che si vuole fare non è una riforma, ma fare cassa sulle pensioni. Noi non lo permetteremo. Siamo pronti a ragionare, ma sulle pensioni non si fa cassa”.

Non si tocchi l’articolo 18
Monito sui diritti ‘intangibili’: “L’articolo 18 non si tocca, perché i licenziamenti discriminatori sono un tema su cui si misura la civiltà di un paese e l’Italia è un paese civile. L’articolo 18 – ricorda Camusso – sancisce la libertà dei lavoratori, ma questa libertà è l’altra faccia della libertà di impresa tanto invocata. Se non si capisce questo ci sarebbe un rovesciamento dei valori. Noi non siamo disponibili a discriminazioni”.

Camusso lancia invece una proposta al governo: “Forse l’articolo 19 dello statuto dei lavoratori va preso con attenzione, altrimenti c’e’ il rischio che diventi una regola per i sindacati di comodo’. La norma dovrebbe essere ‘integrata con le liberta’ sindacali’, ha spiegato. L’art. 19 viene preso, ha evidenziato Camusso, come riferimento normativo dallla Fiat per escludere dalla rappresentanza delle fabbriche le organizzazioni che non firmano gli accordi.

La redistribuzione

“Dopo tanti anni – prosegue Camusso – ci dicono che i salari non recuperano neanche la metà dell’inflazione, ed è uno scandalo. Ma c’è uno scandalo in più, e bisogna proprio chiamarlo così: le retribuzioni dei manager e dei banchieri, che sono enormi. Non se ne può più: ci sono persone che guadagnano milioni di euro sulla pelle dei lavoratori”. La vicenda Finmeccanica ne è un esempio”. “Invece di pensare al rilancio è stata data una extraliquidazione a chi ha rovinato l’immagine dell’azienda in Italia e nel mondo’, con riferimento all’ex numero uno dell’azienda di piazza Monte Grappa, Pier Francesco Guarguaglini.

Tassare patrimoni e rendite
Perciò “Bisogna intervenire sui grandi patrimoni e le rendite, e combattere l’evasione fiscale”. E’ una parte della ricetta per uscire dalla crisi. “Non ci si venga a dire che il governo precedente ha fatto molto contro l’evasione, perché non è vero – ha continuato – allora perché non si pensa a fare un accordo con la Svizzera per controllare i patrimoni esportati. Lo hanno fatto altri grandi paesi, perché non possiamo farlo anche noi?”

Confindustria non ci faccia lezioni
“I lavoratori e i pensionati di questo paese i sacrifici hanno già cominciato a farli da qualche anno, e non hanno bisogno di lezioni da nessuno”. Così Camusso replica al presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, che nei giorni scorsi aveva dichiarato che non è tempo di veti ma di sacrifici. “Ci piacerebbe sapere qual è il veto – afferma il segretario generale della Cgil – nel dire che i lavoratori hanno diritto alla mobilità, o che dopo aver lavorato 40 anni hanno diritto di andare in pensione”. Esiste un diritto al lavoro e un diritto al riposo, spiega Camusso. Il diritto a una fase della vita in cui riposarsi, con una pensione dignitosa. “Ci sono tanti pensionati che insieme a noi vogliono difendere le loro pensioni, cittadini di questo paese che non vogliono essere lasciati soli”. Se la Confindustria pensa “che 70 anni è l’età minima per le pensioni, noi pensiamo tutt’altro. E chiediamo – aggiunge Camusso -: che cosa pensano le loro imprese che ci chiamano per aprire le procedure di mobilità? Non ci sono due mondi. Uno solo ce n’è, di mondo. E noi vorremmo che ci sia la ragionevolezza”.

Sul palco romano la Cgil ha portato il lavoro, nelle parole e nelle storie di 13 delegati. Come quella di Simona Petracca, dipendente della Safab, un’azienda edile di Roma in crisi perché si è vista rifiutare il rilascio di certificazioni antimafia. Simona racconta dal palco del Palalottomatica la sua esperienza. “Man mano abbiamo visto i nostri colleghi andare via, senza che ci venisse spiegato esattamente perché. Poi ci siamo rivolti, forse troppo tardi, alla Fillea Cgil, e abbbbiamo capito cosa stava succedendo”. Poi, citando una canzone del gruppo musicale Cccp afferma: “Non ci faremo travolgere dalla logica del ‘nasci, produci, crepa’. Resisteremo, non vogliamo crepare”. Oppure la storia di Martina Bedin, lavoratrice della coop sociale “Codess”, che si occupa di anziani a Padova: “Lavoro in una casa di riposo di Padova, sono un’operatrice sociosanitaria che si occupa del benessere delle persone anziane – afferma – amo il mio lavoro , per il rapporto umano che mi permette di avere con i pazienti, ma questo aspetto fa sempre più fatica ad emergere. I tempi sono stretti e le attività tante, così la frustrazione per non avere una relazione umana cresce”.

Le 9 proposte
In sintesi la Cgil avanza la sua ricetta. 1. Una nuova e strategica politica industriale contro la crisi riaffermando la centralità manifatturiera del nostro sistema; 2. Ridurre drasticamente le 46 diverse forme contrattuali esistenti a poche unità “senza pensare ad improbabili ulteriori riforme”; 3. Riformare gli ammortizzatori sociali per garantire a tutti, specie ai giovani precari, tutele dignitose; 4. Attuare nella Pa politiche del lavoro che non penalizzino le nuove generazioni e favoriscano la qualità e l’universalità dei servizi; 5. Giovani non più precari, le nuove generazioni non devono essere ricattate: servono contratti veri, con pieni diritti e tutele; 6. Più donne al lavoro attraverso un piano straordinario per l’occupazione femminile e con la reintroduzione della legge contro le dimissioni in bianco; 7. Combattere e reprimere il lavoro nero recuperando le ingenti risorse economiche per estendere legalità e diritti; 8. Mettere al centro il Mezzogiorno attraverso piani strategici di sviluppo e occupazione; 9. Lotta senza quartiere all’economia mafiosa che sottrae ogni anno 330 miliardi di euro al Paese.

 

 

D.Orecchio, F.Ricci, C.Ruggiero

Rassegna.IT

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Mai così alta la differenza tra salari e inflazione

Scritto da: Nicola Cappelletti il 30 Novembre 2011

Il prezzo della vita sale e le buste paga restano ferme. E’ quanto succede in Italia.

Articolo ed approfondimenti QUI.

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Monti: «Unità o falliremo». E Berlusconi gia’ ricatta: «Durerà finchè lo vogliamo»

Scritto da: Nicola Cappelletti il 17 Novembre 2011

Le prime indicazioni di Monti potranno piacere o meno, ma di certo sono nette e hanno lo scopo di restituire al nostro paese il credito perso con la politica dissennata di Berlusconi.

Articolo di Rassegna.it QUI

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Il nuovo governo

Scritto da: Nicola Cappelletti il 17 Novembre 2011

Pensioni: ecco cosa pensa il ministro Fornero.

Qui l’articolo di Rassegna.IT

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Governo: Camusso, a Monti gli auguri miei personali e di tutta la CGIL

Scritto da: Nicola Cappelletti il 14 Novembre 2011

“Al Professor Mario Monti vanno gli auguri miei personali e di tutta la CGIL. Mi auguro possa dar vita ad un esecutivo di emergenza e transizione in grado di dare le risposte necessarie per superare la drammatica crisi che il paese sta vivendo e ripristinare quella credibilità internazionale che in questi ultimi anni abbiamo perso”. Così Susanna Camusso, Segretario Generale della CGIL, commenta l’incarico per formare un nuovo governo conferito a Mario Monti.

“Abbiamo sempre ritenuto – prosegue Camusso – che il corretto epilogo di una crisi di governo sia il ricorso alle urne, ma la drammatica situazione, la pressione europea e internazionale nei confronti del paese, hanno reso necessario un governo di emergenza, di transizione e di garanzia del Presidente della Repubblica”.

“Ci aspettiamo ora – conclude Camusso – un segno di discontinuità rispetto alle politiche del passato, che deve andare nella direzione di una maggiore equità fiscale, partendo dall’istituzione di una patrimoniale, e di una diversa attenzione alla crescita ed al lavoro, a partire dai giovani e dalla lotta alla precarietà”.

CGIL.IT

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