Campagna per i Diritti nella Grande Distribuzione
Scritto da: Nicola Cappelletti il 4 Dicembre 2007

Inizia la campagna per i diritti nella grande distribuzione e nei servizi.
Asoltate lo SPOT nella colonna a sinistra del blog.
Di seguito il commento di Renato Losio,Segreterio Generale Regionale Filcams Lombardia.
In questi ultimi anni, flessibilità e precarietà nel lavoro sono state al centro della discussione di molti soggetti: forze politiche, forze sindacali e datoriali, esperti del mondo del lavoro e dell’economia.
Questo tema è stato affrontato sulle pagine di giornali, nei programmi televisivi, da tutti i mass-media.
Si è guardato però a questo fenomeno solo da un punto di vista generale: la difficoltà di progettarsi un futuro; la mancanza di copertura previdenziale tra un lavoro e il successivo; un presente fatto da salari bassi.
Non si è invece indagato a sufficienza su come sono cambiate le condizioni di lavoro, per questi lavoratori, ma non solo per loro.
Ed è questo il punto.
La fragilità del rapporto di lavoro ha reso più deboli le singole persone.
Oggi tutti sono più ricattabili e spesso viene precluso il riconoscimento dei diritti individuali e collettivi.
Per questo una campagna per i diritti, o meglio per mettere al centro i diritti negati.
Sempre più a questi lavoratori viene tolta la voce.
Il sindacato ha il dovere di dare loro la voce.
Non so se si è tornati indietro nel tempo, certo è che spesso ci capita di fare riunioni fuori dall’orario di lavoro e spesso ci viene chiesto di iscriversi al sindacato non utilizzando la trattenuta in busta paga: "così l’azienda non lo sa".
Quasi sempre queste lavoratrici e lavoratori, sono ragazze e ragazzi alla prima esperienza di lavoro, ai quali viene chiesto di essere sempre disponibili, di obbedire, di annullarsi identificandosi con il "bene" dell’azienda.
Per loro rivendicare i propri diritti può significare perdere il lavoro, non essere riconfermati o, più frequentemente essere spostati da un punto all’altro, non avere un cambio quando se ne ha bisogno, non potersi programmare la vita privata perché non sai mai quando finisce il tuo turno, ne l’orario del giorno successivo.
Questi sono solo alcuni esempi, se ne potrebbero fare molti, in particolare per le donne, non solo per il loro percorso professionale, ma come, per loro, tutto sia più difficile.
Noi non ci fermeremo.
Non ci occuperemo solo di Esselunga ma anche di altre aziende, e non solo della Grande Distribuzione.
Noi non saremo generici, chiameremo le aziende con il loro nome.
Non saremo offensivi nei confronti di nessuno, useremo l’ironia nelle denuncie che faremo; né abbiamo l’obbiettivo di colpire qualcuno in particolare.
Però non possiamo essere generici.
Quando le responsabilità sono generali, alla fine non sono di nessuno, e tutto può continuare come prima.
Cercheremo di dare la maggiore visibilità possibile alle nostre denuncie; cercheremo la comprensione e la solidarietà dei consumatori, non perché cambino il negozio dove solitamente vanno, ma perché guardino con occhi diversi le donne e gli uomini che in quel luogo incontrano.
Segretario Generale Filcams Lombardia
(Renato Losio)
Milano, 4 dicembre 2007



5 Dicembre 2007 alle 12:58
ciao io lavoro all’esselunga,è vero c’è tanta repressione verissimo ma diciamoci la vertità la società di oggi si fà mettere i piedi in testa!!io ho scioperato e ne vado fiero gli latri sono senza carattere mi di spiace dirlo i classici itliani onore ai francesi
5 Dicembre 2007 alle 15:13
Grazie per il vostro splendido lavoro!
5 Dicembre 2007 alle 16:03
Ci sono novità sugli scioperi del commercio e su quello generale di gennaio?
6 Dicembre 2007 alle 00:54
Io lavoro in una ditta dove la gente deve mandare un messaggio quando va in bagno, dove le minacce di lettere di richiamo se non vengono seguite direttive aziendali sono all’ordine del giorno, dove i turni sono decisi unilateralmente, dove le lettere di assunzione sono considerate solo dei moduli pro-forma.
Tralasciando i soliti lecca… e quelli che non ci vogliono mettere la faccia, alla maggioranza delle persone è stato detto che se vogliono lamentarsi devono fare una guerra personale contro l’azienda e quindi mollano il colpo….come se ne esce ?
Sembra un incubo….nnmollaremai hai ragione !!!!
11 Dicembre 2007 alle 15:30
Grande!!Praticamente sono 3 giorni di sciopero sotto natale con manifestazioni e presidi.Mai vista una mobilitazione del genere nel commercio.Che volume di fuoco!Mi sa che stavolta il contratto lo firmano…
18 Dicembre 2007 alle 20:45
Solo perchè una persona ha voglia di lavorare, ci sa fare, e non fà sciopero, non è un c…one come dice qualcuno su questo forum, mai nessuno mi ha obbligato a lavorare alla domenica o fare orari da paura eppure lo faccio e non solo per “i danee”. Scioperiamo per farci detassare gli straordinari piuttosto, e se uno ha voglia di lavorare di più dovrebbe poterlo fare in piena libertà, senza che lui o l’azienda incorra in sanzioni, visto che molti nell’azienda in cui lavoro scioperano o partecipano alle assemblee (fatte haime, sempre in orari che possano mettere in difficoltà il datore di lavoro) perchè, proprio di voglia di lavorare ne hanno forse poca.
28 Dicembre 2007 alle 12:23
ciao, sono della provincia di Torino e vorrei chiedervi se è possibile avere visione del materiale inerente alla campagna dei diritti che state facendo. I manifesti esse…lunga ecc. che si vedono nell’intervista per capirci.
3 Gennaio 2008 alle 21:04
Stimato Vonflav, allora dobbiamo solo lavorare???
Non ci rimane niente da fare dobbiamo solo “lavorare”!!!
Mi sembra di sentirti, “Ma che palle Questi qui, è così semplice, sé lavori ti pagano e sé non lavori non ti pagano!!!”
Lavoro uguale a moneta punto e basta!!!
Semplice no?
No, non è per niente semplice!!!
Il lavoro è anche un valore sociale e poi, dobbiamo Tutti lavorare altrimenti che società saremmo???
In una società, lo dice il nome stesso (società) le cose si fanno di concerto e si discutono con pari diritti, mi sembra il minimo no?
Non dobbiamo permettere che il lavoro diventi solo uno strumento economico, perchè sé diventa solo uno strumento, diventa strumento o cosa anche chi lo fa il lavoro!!! e la voglia credimi c’entra ben poco in questa cosa!!!.
Io non sono una macchinetta per far soldi i miei figli non sono macchinette per far soldi!!!…certo, i soldi mi interessano ma mi interessa anche essere trattato da “essere umano” e tutti quelli che si mettono in gioco per la dignità, Io li guardo sempre con simpatia e cerco di discutere con loro per capire……………
un cordiale saluto a tutto il blog!!!
20 Marzo 2008 alle 19:10
è vero stiamo tornando indietro almeno 30 anni,vogliono toglierci tutti quei diritti che lavoratori più anziani grazie al sindacato hanno conquistato,è una vergogna che le aziende private e cooperative si comportino in questo modo,domani spero tanto che ci sia una forte adesione allo sciopero e che questa manifestazione coinvolga i cittadini,giornali,tv,radio insomma l’opinione pubblica buon sciopero a tutti
18 Maggio 2008 alle 16:34
Anche all’auchan è sempre peggio: persone che svolgono due mansioni, ennesimi ricatti su ferie e permessi:all’auchan la parola diritti non esiste proprio.
24 Maggio 2008 alle 19:29
in qualche punto vendita di coop adriatica aprendisti 6 livello vice capo reparto, gli stessi formano nuovi lavoratori interinali tutto in barba alle regole.
5 Giugno 2008 alle 09:24
Nei giorni scorsi si e siglato l’accordo per il rinnovo del contratto di 2° livello coop adriatica dis veneto da sottoporre ai lavoratori.
Personalmente trovo sia un buon contratto per questi tempi o dei dubbi sulla sua attuazione da parte di qualche direttore di smk non tanto COOPERANE.