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Manovra:Arriva la tassa sul lusso: auto, barche, aerei

Scritto da: Nicola Cappelletti il 5 Dicembre 2011

Tra i provvedimenti nella manovra “salva Italia” varata dal Governo Monti c’è anche la tassazione di alcuni beni da “paperoni”: veicoli di potenza superiore a 170 chilowatt, yacht, elicotteri e veivoli privati. Per una Ferrari fino a 6000 euro in più

Arriva la tassa sul lusso: auto, barche, aerei (immagini di Fabrizio Ricci)
E’ in arrivo un super-prelievo su auto di lusso, aerei, elicotteri e imbarcazioni. La “manovra salva Italia” varata dal Governo Monti non prevede una partimoniale, pur chiesta a gran voce da più parti, ma introduce un superbollo per le auto di potenza superiore ai 170 chilowatt, una tassa di stazionamento giornaliera per le barche sopra i 10 metri e una tassa sugli aerei privati in base al peso.

“Per le autovetture – si legge nel testo – è dovuta un’addizionale erariale della tassa automobilistica, pari ad euro 20 per ogni chilowatt di potenza del veicolo superiore a 170 chilowatt, da versare alle entrate del bilancio dello Stato”. Il provvedimento, come già quello dello scorso giugno, dovrebbe colpire modelli considerati di lusso, con una mano particolarmente leggera per il Gruppo Fiat, che vede nel lunghissimo elenco delle auto a cui applicare la nuova tassa (oltre alle Ferrari e alle Maserati) soltanto la nuova Lancia Thema nella versione a gasolio con il Multijet 3.0 V6 che, erogando 176 kW, pagherà 120 euro di tassa. Anche tre modelli della gamma Jeep rientrano nell’elenco, con la massima tassazione per la Jeep Grand Cherokee che dovrà pagare 1.780 euro in più. Per le Ferrari il “balzello” oscillerà tra 3.360 e 6.300 euro ma il record della sovrattassa spetta alla Lamborghini Aventador, che con i suoi 515 kW di potenza pagherà 6.900 euro.


Per la imbarcazioni invece la tassazione è sullo stazionamento nei porti porti marittimi nazionali, ma anche sulla navigazione in acque pubbliche anche se in concessione a privati e l’importo va dai 7 euro giornalieri per le imbarcazioni da diporto di lunghezza da 10,01 metri a 12 metri, fino ai 150 euro giornalieri per le navi da diporto di lunghezza da 24,01 metri. “Le violazioni – si legge nel testo – saranno punite con una sanzione amministrativa dal 200 al 300% dell’importo non versato, oltre all’importo della tassa dovuta”.

Con toni durissimi contro il provvedimento si è subito espressa Assonat, Associazione nazionale approdi e porti turistici. “Se non sarà modificato presto – sostiene l’associazione - assisteremo a migliaia di licenziamenti e al blocco del turismo nautico”. Serra conclude invitando a una “battaglia della sopravvivenza della portualità turistica italiana”, per contrastare provvedimenti che definisce dettati “dall’ignoranza e dalla demagogia”.

Per quanto riguarda gli aerei privati, infine, il meccanismo di tassazione prevede 1,5 euro al kg per i velivoli con peso massimo al decollo fino a una tonnellata per arrivare ai 7,55 euro al kg per i jet che superino le 10 tonnellate. Stessa tassazione anche per chi possiede elicotteri, alianti e aerostati. Paga chi “risulta dai pubblici registri essere proprietario, usufruttuario, acquirente con patto di riservato dominio, ovvero utilizzatore a titolo di locazione finanziaria dell’aeromobile”.

rassegna.it

Risposte a “Manovra:Arriva la tassa sul lusso: auto, barche, aerei”

  1.   Mara dice:

    In testa all’articolo si parla di beni di lusso da ricco, ma non è propriamente tutto esatto.

    Ad ogni modo, come pensa di risolvere il sindacato il problema dell’abbandono dei portio italiani? Perchè da noi, in Veneto sta già accadendo, a favore della Croazia, i cui operatori si stanno fregando le mani.

    E ai nostri lavoratori chi ci pensa?

    Fraterni saluti.

  2.   Eugenio dice:

    Anche per gli aerei vale lo stesso discorso delle barche.
    I Jet privati non pagheranno poiche tutti in esercenza a companie commerciali,restano gli aeroplanetti degli appassionati normalmente acquistati in multiproprieta , eta media 30/40 anni . Che pagheranno una tassa mediamente superiore al 10% del loro valore commerciale.
    Tutto questo fara chiudere le officine di manutenzione con conseguente licenziamento degli addetti come era gia accaduto con la tassa imposta da Amato e poi tolta poiche portave introiti ridicoli.
    Gli aeroporti turistici ( Elba ,Olbia ,Lucca etc. ne avranno un forte danno poiche gli stranieri si terranno assai lontani
    Cordiali saluti
    Eugenio

  3.   Marco dice:

    Questo genere di tasse sul “lusso” dimostra ancora una volta in che genere di “Italietta” e paese provinciale viviamo.
    Ancora tanti pensano che chi è proprietario di un aeromobile sia necessariamente straricco e per giunta evasore fiscale. Non nego che ciò esista, ma è anche innegabile il fatto che esiste tutta una aviazione amatoriale, composta da piloti privati che volano su aeromobili che hanno un valore di mercato anche inferiore ai 5000 euro.
    Ebbene si, esistono anche aeroplani immatricolati in un registro aeronautico che costano meno di questa cifra. Sono per esempio alianti, di vecchia costruzione, acquistati un multiproprietà da un gruppetto di giovani, magari pure studenti che hanno messo i loro risparmi nell’acquisto di una macchina volante. Eppure cose come queste esistono.
    L’aviazione amatoriale è quindi composta da tanta gente che con sacrificio vola per passione su aeromobili che costano quanto una utilitaria. Dietro a loro il giro economico di imprese e ditte che effettuano manutenzioni e interventi ispettivi su questi aeromobili. Un settore che se adeguatamente “foraggiato” come avviene in certi paesi decisamente più “aerofili” e lungimiranti (e anche spietati con gli evasori) come Germania o Inghilterra, smuove l’economia e genera introiti.
    Perché mai volare per passione deve essere una cosa da straricchi?