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AMMORTIZZATORI SOCIALI IN DEROGA IN LOMBARDIA: E’ INDISPENSABILE IL LORO RIFINANZIAMENTO PER IL 2013 PER EVITARE MIGLIAIA DI LICENZIAMENTI.

Scritto da: Nicola Cappelletti il 15 Novembre 2012

COMUNICATO STAMPA

AMMORTIZZATORI SOCIALI IN DEROGA IN LOMBARDIA: E’ INDISPENSABILE IL LORO RIFINANZIAMENTO PER IL 2013 SE NON VOGLIAMO INCASSARE MIGLIAIA DI LICENZIAMENTI.
DICHIARAZIONE STAMPA FULVIA COLOMBINI DELLA SEGRETERIA DELLA CGIL LOMBARDIA.

Ieri in Regione, al tavolo delle Parti sociali, è stato fatto il punto sull’utilizzo degli ammortizzatori sociali in deroga a far tempo dal 1° gennaio 2012 al 31 ottobre scorso.
I dati di utilizzo sono i seguenti:
n. domande 16.892
n. imprese 12.595
n. lavoratori 85.820, dei quali il 58% uomini e il 42% donne che si concentrano maggiormente nelle fasce d’età tra i 30 e 50 anni e che rappresentano oltre il 60% del totale del numero delle ore autorizzate, oltre 59 milioni.
Il 41% delle imprese ha chiesto la cassa in deroga per la prima volta nel 2012.
Il 42% delle imprese sono del settore artigiano.
Il 17% delle imprese l’ha chiesta oltre cinque volte.
I settori maggiormente colpiti sono: meccanica, commercio, tessile.
Le liste di mobilità al 31 ottobre hanno già totalizzato un numero di licenziamenti superiore a quelli di tutto il 2011.
Il 75% dei lavoratori e delle lavoratrici che hanno perso il posto di lavoro o lo stanno perdendo hanno partecipato a percorsi di Politiche attive del lavoro finalizzate alla riqualificazione o alla ricollocazione. Al momento non si conoscono gli esiti di questi percorsi di Politiche attive, cioè non sappiamo ancora in che percentuali questi lavoratori hanno trovato una nuova occupazione, ma i dati tendenziali ci dicono che sono una minoranza degli interessati.
“E’ evidente da questi dati – dice Fulvia Colombini della Segreteria della Cgil Lombardia – che la crisi investe in modo grave tutti i settori produttivi e del terziario della nostra regione. Infatti il 41% di aziende che hanno chiesto gli ammortizzatori per la prima volta stanno a indicare che, anche chi negli anni scorsi era riuscito a reggere e a mantenere l’occupazione, vede aggravare la situazione ed è costretto a far ricorso agli ammortizzatori in deroga.
Inoltre i dati delle Cob (Comunicazioni obbligatorie) ci dicono che il numero degli accessi al mercato del lavoro sono costantemente inferiori alle cessazioni, e quindi la riduzione della base occupazionale non si è ancora fermata e probabilmente toccherà il suo picco nel 2013.
Il mercato del lavoro lombardo, continua Colombini, essendo particolarmente articolato – convivono infatti diverse tipologie di imprese: artigiane, cooperative, industriali, dei servizi, micro, piccole, medie e grandi imprese, spesso collegate in reti o cluster – ha bisogno di essere ancora sostenuto con gli ammortizzatori, nel tentativo di preservare posti di lavoro e professionalità che potrebbero andare perdute e che si riveleranno preziose nel momento in cui si dovesse avvertire una pur timida ripresa.
Tra pochi giorni comincerà il confronto in sede Regionale sul rinnovo dell’Accordo sugli Ammortizzatori Sociali in deroga per il 2013, con una situazione di grande incertezza circa i finanziamenti che arriveranno in Lombardia da parte del Governo, in un quadro nazionale di risorse decrescenti. Inoltre dal prossimo anno le Regioni non contribuiranno più a finanziare, attraverso risorse proprie come il Fondo Sociale Europeo, queste politiche di sostegno al reddito, rendendo il percorso ancora più arduo.
La Cgil Lombardia – conclude Fulvia Colombini – esprime la propria grande preoccupazione per la tenuta della coesione sociale se verranno ridotte le tutele che in questi anni (dal 2009 al 2012) sono state costruite attraverso gli accordi regionali.
La Cgil, consapevole che al tavolo regionale dovrà fare ogni sforzo a tutela dei posti di lavoro, chiama fin d’ora tutti i lavoratori e le lavoratrici alla vigilanza e alla mobilitazione, qualora si rendesse necessario alzare una forte voce verso l’opinione pubblica, le istituzioni territoriali e il Governo affinché non si proceda con scelte che renderebbero la recessione che ci sta colpendo ancora più grave e senza vie d’uscita”.

Sesto San Giovanni, 13 novembre 2012